martedì, maggio 6

Insalata di peperoni verdi, finocchio selvatico e cumino


Il tempo è fermo, il primo vero sole incalza.
Remo è in Italia e finalmente riusciamo a vederci. Chissà se riusciremo a cucinare qualcosa insieme. In realtà ne dubito. Le ore che possiamo concederci, da un pò di tempo a questa parte, sono sempre di meno. E adesso avremo tanto da raccontare. Il Maiale, già.. quale il suo destino? Potremo mai "bloggare" per sempre?! Io credo di no, ma questa non è una fine. E' un inizio. Un nuovo inizio. Spesso i sogni stanno nel vino di una notte, in una canzone o in un'infatuazione. In una speranza. Gestire un sogno lucido, per chi ama padroneggiarsi in cucina non è facile. Passi il tempo a preparare e sistemare, affinchè gli altri possano goderne. Organizzi cene e feste, stappi bottiglie, prima ancora pulisci e lucidi. Vuoi che tutto sia perfetto e che tutti possano andar via col presentimento di aver passato davvero una bella serata. La cucina era buona, l'atmosfera pure. E dire che abbiamo sempre fatto tutto con poco. Niente fuochi d'artificio ma semplicità. Così è stato per le cene e le feste organizzate a Scario, i miei risotti a lume di candela a Salerno, le albe tra 2 o più calici e pane cotto a legna e schiene annerite dal fumo del forno. Dopo una giornata di mare. Il mare.. il mare mi manca. A Roma c'è tutto ma non c'è il mare. Che è come dire che non c'è niente. La mia Maratea, la mia Basilicata. Scario mi manca. Le stagioni passate li, alle pendici del monte Bulgheria non se le scorda nessuno. Nemmeno chi in quella casa è risultato essere solo di passaggio. Il Maiale è anche questo. Chiunque c'è stato e ci sarà, anche solo per un bicchiere, non sarà mai dimenticato. Sono questi pensieri sparsi, ma che richiamano una storia. Una vita passata fin ora. Fatta di cazzate, e quante cazzate, nostalgici ascolti in macchina di musica mitizzata e amata. Salsedine e vino. Questa storia puzza di mare e di vino. Dei fusilli imperfetti con il pesce di stagione del Pirata, delle trovate pirotecniche per immaginare un Maiale in costante ascesa. Il Maiale è una nicchia, un rifugio prezioso. Una stagione. Guardare in maggio alla sera il mare dal porto e bersene un calice. In questi giorni romani e per necessità scolastiche mi cimento con lo still life. Che per me, ancora, significa food. La foto in apertura è perciò un'immagine scolastica di quelle che trovate - con la pala, si dice a Napoli - nelle agenzie di stock. Ma l'ho fatta io e ve la racconto. Un'insalata di peperoncini verdi, condita con olio extravergine di frantoio, semi di finocchio e cumino. Una presa di sale, peperoncino e una leggera macinata di pepe. Per quando non sapete che fare. Per quei giorni in cui è davvero troppo tardi per mangiare ed è necessario tornare subito al lavoro. Accompagnatela con del pane di soia fresco. Beveteci appena un bicchiere di bianco dolce. E se dovesse avanzarne, trasformatela in una frittata alla sera. Rompete le uova,  sbattetele e aggiungetevi sale e pepe. Rosolate in poco olio il composto e versateci sopra le uova sbattute. Fatela andare piano, a fuoco dolce. Intanto fermatevi a pensare. La vita è una briciola. Che sta ovunque. Mamma mia quanto sono nostalgico :-)  Sarà che ho voglia di mare, di bagnare le membra per essere riconosciuto e riconoscere. Ho in mente quando arrivai a Scario da Remo l'estate passata. Entrato in regione misi su un bel disco in macchina. Raggiunsi il paese e mi incamminai su per Marcaneto. Arrivai e spensi il motore. Li trovai il mio compare con i genitori. Stavano partendo, ma trovammo il tempo di scambiare quattro chiacchiere. Volevo dire loro che gli sono affezionato, come a lui che vivo e sento da molti anni. Non mi venne di dire niente. Intanto calava la sera. Il resto sta tra le zampe incerte e innamorate di quello che da tempo è diventato un Maiale Ubriaco.
Stefano Tripodi

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6 Comments:

Blogger Magnolia Wedding Planner said...

"la vita è una briciola..stà ovunque" è veramente una cosa da ricordarsi sempiternamente.
No vi prego non dite fine proprio ora che vi ho appena scoperto :-)
E maiale ubriaco sia ancora per molto..:-) buona giornata
Silvia

7/5/08 8:05 AM  
Blogger il maiale ubriaco said...

E chi ha detto fine ;-) Nessuna fine, solo considerazioni e futuro. Ste-

7/5/08 5:21 PM  
Blogger The Food Traveller said...

Non solo una foto stock ma anche zen con la pietra a mo di giardino giapponese.

8/5/08 3:37 PM  
Blogger Chiara said...

Bel post!! e poi foto e ricetta sono un capolavoro!

13/5/08 2:29 PM  
Blogger Pippi said...

;-) il preambolo mi è piaciuto molto....la foto anche e la ricettina ...sfiziosa! ciaoPippi

16/5/08 12:21 PM  
Anonymous verdeve said...

mi hai fatto sognare con questo post.abbiamo,almeno cosi mi par di capire, "l'emigrazione",ma sopratutto la voglia di mare.anche a me manca,manca il profumo della salsedine unito a quello dei limoni.le sfumature blu..ok mi fermo qui altrimenti questa sera mi prende la nostalgia..
la ricetta promette bene,peccato pero' che il cumino non riesco a tollerarlo..farò una piccola variazione in corso d'opera..ah si scusa,non mi son nemmeno presentata..ma non è la prima volta che passo di qui.
ciao!
v

18/5/08 11:39 PM  

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