lunedì, gennaio 29

Taurasi: l'aglianico che sfida il tempo

Nel 1928 l'aglianico viaggiava verso Bordeaux. Il vino dell'antica Taurasia dalle vigne opime partiva da un piccolo paese rurale che domina la valle del Calore: Taurasi.vino. uomo. vigna. E' già nel Settecento che la storia del Taurasi si intreccia con quella di una famiglia sposata con il vino e giunta ora alla decima generazione di vitivinicoltori: Mastroberardino. Sono Angelo, Antonio e Walter che negli anni sessanta scommettono di puntare solo ed esclusivamente su vitigni autoctoni locali. Il loro coraggio è premiato dalla natura con la riserva annata 1968. Simbolo e perfezione. Un rosso nobile eccellente che identifica nel mondo un territorio; una bottiglia che lascia una traccia raccontando una storia. Un vino che emoziona, da una terra di eccezionale vocazione vinosa come scrisse Luigi Veronelli. Nel 1970 il Taurasi diviene DOC, dal 1993 è una DOCG e sono solo 17 i comuni di origine interessati alla produzione. Almeno 3 anni di invecchiamento, di cui uno in legno, a partire dal primo di dicembre. Per la riserva occorre un anno in più e 18 mesi di botte. E' un vino classico il Taurasi, che non perde di vigore ma bensì col tempo acquista eleganza e profondità. Ti seduce senza dimostrare mai i suoi anni: è il passare dei giorni ad ammorbidirlo e ad affinarlo, rendendo i tannini più arrotondati, i profumi più complessi, i sentori più speziati. Per noi del Maiale Ubriaco il Taurasi è sicuramente il Radici riserva di Mastroberardino (etichetta bianca) 1997. Vino pronto a sfidare gli anni nella sua longevità. Il gusto antico di un tempo che fu. Impossibile poi non pensare ad Antonio Caggiano e al suo Vigna Macchia dei Goti, a Salvatore Molettieri da Montemarano con il Vigna Cinque Querce (celebratissima l'annata 99, pluripremiata la 2001) alle Cantine Lonardo, Contrade di Taurasi e all'entusiasmante riserva 2001, a Terredora con il cru Campo Re. Feudi di San Gregorio invece firma tutto ciò che è innovazione in Irpinia. Affida il design a Massimo Vignelli, italiano trapiantato a New York. Immagina una comunicazione strategica e un marketing solido. Crea dal nulla Marennà. I due Taurasi aziendali, prodotti in svariati esemplari, si presentano sempre ben pronti già appena stappati; insomma da bere anche a breve termine. Ci piace però pensare che ci siano ancora piccole realtà che continuano la loro modesta e onesta piccola produzione, puntando sul massimo della qualità, sullafatica del lavoro spinta della forza della passione. E' il caso de La Torella, direttamente da Taurasi, con una sorprendente annata 99 dall'ottimo rapporto qualità prezzo! Seguiamo inoltre con attenzione aziende interessanti come i Capitani di Torre le Nocelle, Antica Hirpinia proprio di Taurasi e Villa Raiano di Serino. Prima di bere questo vino robusto vi consigliamo di stapparlo almeno 2 ore prima, e di seguirne a naso l'evoluzione. Iniziate con del culatello eclanese, con una veloce zuppetta di fagioli e proseguite con una pasta con ragù di porcini e salsiccia, con un gran cinghiale, con della selvaggina, con le carni al forno. Il nostro vino strutturato duetta bene col pecorino stagionato e con i salumi della tradizione, non escludiamo però la degustazione come vino da meditazione, quindi assoluto, seduti in comodità di fronte al camino in compagnia di un sigaro o di una pipa. Chi passa per Taurasi non può perdersi una cena Da Pino, cucina tipica tradizionale, in via Matteotti, zona centro, mitico ristoratore, accoglienza folkloristica. Attendiamo molto fiduciosi i grandi risultati che potrà darci l'annata 2006, nell'attesa vi aggiorniamo.

7 Comments:

Anonymous Anonimo said...

taurasi - barolo del sud. peccato nel vostro articolo non ci sono i vini di DI MEO.

30/1/07 3:26 PM  
Anonymous Anonimo said...

penso (e spero) che non ci siano volutamente....

30/1/07 6:18 PM  
Anonymous giacinto said...

ciao anonimo, potresti anche firmarti!
abbiamo avuto la possibilità di provare il Taurasi Di Meo 2003 in occasione di Anteprima Taurasi e sinceramente non ci ha entusiasmato. il Don Generoso (aglianico e piedirosso) e gran parte dei loro bianchi invece sono nettamente superiori. insomma seguiamo ed apprezziamo l'azienda, ma sicuramente non per il Taurasi.
degustibus...

30/1/07 6:30 PM  
Blogger Nikita said...

Allora, cin cin a tutti. Saluti

1/2/07 3:33 AM  
Anonymous giacinto said...

Alla tua Nikita! ;-)

1/2/07 11:18 AM  
Blogger RoVino said...

Ragazzi, ma all'anteprima Taurasi c'ero anch'io! Vuoi vedere che ci conosciamo già? E vedo che abbiamo in comune anche gli amici de l'Acquabuona...
Beh, a questo punto il minimo è scambiarci il link e darci appuntamento al prossimo incontro campano!
Ciao
Rob

1/2/07 1:41 PM  
Blogger il maiale ubriaco said...

Rob è probabile che ci siam visti al castello di Taurasi, prossima volta ci si organizza...
Ora ti aggiungiamo tra i link, mi sembra doveroso!
a presto

G

2/2/07 9:25 AM  

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