venerdì, marzo 9

il Maiale Ubriaco presenta Mauro Erro: Taccuino di un giovane bevitore.


Lo staff del Maiale cresce ed ecco un'altra new entry: Mauro Erro, napoletano dalla sconfinata passione per il vino. Attraverso i suoi sensi viaggeremo in questo fantastico mondo, scoprendo nuovi percorsi tutti da bere.

“I vini che rincorro attraverso l’Italia sono, dunque, eccezioni alla melanconica regola: vini tra i pochi, tra gli ultimi, che non siano soltanto nomi e niente di più.”

Per un normale consumatore, un bicchier di vino, non è né più né meno che un bicchier di vino. Tale affermazione ha in se, nelle parole da cui è composta, un tono di baldanzosa ironia, che, quando la sento proferire dalle labbra di qualcuno, capisco dove si vuole andare a parare.
Ehi, semplicità. Infondo, si tratta di un bicchier di vino. La gran parte dei normali consumatori quindi, non fa una gran differenza tra un bicchier di vino, di acqua o di cola. Le motivazioni per cui costoro acquistano una bottiglia di vino sono più o meno sempre le stesse – parlo per esperienza diretta, visto che io il vino lo vendo – : “Stasera mangio carne e con una bella fetta di carne ci vuole un buon bicchiere di rosso!” o con faccia contrita: “Stasera devo andare a cena…, e mi stanno pure antipatici…amici di lei...c’era anche la partita! No, no, quella costa troppo, ma scherzi, prendi sto sangiovese”. Oppure rivolgendosi alla moglie mentre si è in giro a far la spesa: “ che ne dici di una bottiglia di vino?”, nutrendo in se la speranza che un bicchier di vino renda la serata più frizzante e la moglie più disponibile.
Quest’ultima affermazione, ovviamente, è spesso ripetuta da tutti quegli uomini-normali-consumatori-di-vino che avranno a cena l’amante, l’amica, la propria collega d’ufficio. Di conseguenza, se la sera non si mangia carne, se non si è ospiti a casa di amici di lei, se non ci si vuol dare una botta di vita con la propria moglie-amante-amica-collega d’ufficio, un bicchier d’acqua o di cola assolve al bisogno di introdurre una certa quantità di liquidi nel proprio corpo.
Tra questi, è vero dire, ve ne sono alcuni un po’ più esperti e smaliziati che cercando di spacciarsi per fini intenditori, riescono ad esprimere dei gusti, preferendo, che sò, il nero d’Avola all’aglianico, il sangiovese al nebbiolo. Ma attenzione, non un nero d’Avola o un sangiovese specifico di quel produttore e quell’annata, ma uno qualsiasi.

– Scusi le piace la Emma ? –.
– Ma quale Emma? – Ci si affretterebbe a precisare.
E se vi sentite rispondere: – Ma diamine: l’autentica Emma, qualunque ragazza dal nome di Emma! Non ditemi che non ne avete mai conosciuta una! – che cosa direste?

Per loro un bicchier di vino, non è né più né meno che un bicchier di vino.
Per un appassionato, invece, trovarsi innanzi ad un bicchier di vino, e per vino intendo qualcosa che non ha nulla a che vedere con quelle “bevande” iperlavorate, concentrate, costruite e anonime che hanno invaso gli scaffali di tutti i supermercati e di gran parte delle enoteche nostrane, porta ad una reazione che, anche se non manifestata per pudore, è più o meno questa: inginocchiandosi si esclama: “Grazie Dio!”.

Quest’ultimi in un bicchier di vino, ci vedono molto, ma molto di più. Questa rubrica è per loro: per quella sparuta minoranza che guarda con diffidenza le barbariche invasioni delle italiche terre e vigne.
Fatte le presentazioni, iniziamo...

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2 Comments:

Blogger val said...

Benvenuto Mauro! Ti leggerò con piacere!
A presto.

9/3/07 9:41 AM  
Anonymous Ivana said...

Benvenuto Mauro, a giudicare dal tuo primo articolo sarà molto bello leggerti.

9/3/07 11:58 AM  

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