sabato, aprile 28

Sassella riserva Rocce Rosse 1996, Arturo Pelizzatti Perego: La gioia del vino.


Direttamente dal Vinitaly, grazie ad un carissimo amico, un mito per coloro chi si commuovono al sentir parlare di nebbiolo: Sassella riserva Rocce Rosse 1996 della cantina Arturo Pelizzatti Perego: vitivinicoltori in Valtellina da cinque generazioni, sin dal lontano 1860 alfieri e difensori della tradizione.
Da uve nebbiolo (chiavennasca) per il 95%, Brugnola e Pinot Nero per il 5%, il vino dopo la vinificazione e la macerazione delle vinacce, sosta in botti di castagno da 40 hl per quattro anni, cui segue periodo di affinamento in bottiglia.
Nel bicchiere si presenta di un colore granato scintillante, che illimpidendosi, degrada verso un arancio reso dal tempo luminoso e terso, trasparente nell’unghia.
Al naso è sottile, etereo, sentori di frutto sotto spirito si fanno largo, ciliegie, poi è la volta dei fiori appassiti, la viola. In chiusura, sembra di avvertire l’incenso.
Non resistendo ne faccio un sorso: all’ingresso è caldo, avvolgente, carezzevole e setoso al palato, spiritato, di un’acidità vibrante, forse leggermente sopra le righe, di un’ottima mineralità. Il frutto è ben presente, ma evidenti sono i sentori di noce moscata, pepe nero, tabacco, bacche di ginepro. È asciutto e vellutato, di grande eleganza. Un vino aristocratico, non ruffiano, nerboruto, restio a concedersi se non dopo un lungo periodo di ossigenazione. Insomma, il “VINO”!
Da bere assoluto, centellinando i sorsi, fino a farsi rapire completamente da questo sublime nettare dal moderato alcool (12,5%), chiudendo gli occhi e lasciando che la mente si affolli di visioni, sogni e speranze. Altrimenti, con la nobile cacciagione.
Altro talento meriterebbe questo vino, talento capace di raccontarlo compiutamente.
Ringrazio la famiglia Pelizzatti Perego per il loro lavoro “tra i vigneti che si estendono su ripidi e sassosi pendii, la' dove la natura da secoli li mette a dura prova”. Ringrazio l’amico e stimato giornalista Fabio Cimmino per avermi regalato quest’emozione.
Ecco, questi gli uomini che cerco: poeti e artigiani, coraggiosi sognatori, innamorati pieni di speranza, conservatori ostinati del valore della tradizione.
E questi i vini: schietti, sinceri, onesti e puri. Indimenticabili.
E a me non resta che scriverne le lodi, dichiarando il profondo amore, l’immensa riconoscenza e gratitudine, ammirando questo vino – come ebbe modo di scrivere Mario Soldati dopo il suo viaggio alle cantine Pelizzatti Perego dell’autunno ’68 – “con quell’abbandono alla gioia, che solo la realtà della vita può dare”.
Prezzo in enoteca tra i 20 ed 25 euro.
Buone bevute a tutti.

AR.PE.PE S.r.l. Arturo Pelizzatti Perego
via Buon Consiglio, 4 – 23100 Sondrio (italia)
ettari: 11; bottiglie prodotte: 35.000; vitigni: nebbiolo.
tel fax 0342 214120
ar_pe_pe@tin.it
www.arpepe.com

Taccuino di un giovane bevitore di Mauro Erro

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4 Comments:

Blogger pierosalvatore said...

I vini della Valtellina...da tutelare, diffondere e gustare con piacere. Complimenti per l'articolo. Buona Salute, Pierluigi.

29/4/07 11:49 AM  
Blogger Max-QM said...

In assoluto uno dei miei vini preferiti.
Se vi capiterà fate un salto da Isabella a Sondrio, ne vale la pena:
http://www.quintomiglio.com/archivio_eventi/2006/valtellina_20-221006.html

Ciao,
Max

3/5/07 11:27 PM  
Blogger RoVino said...

Ad onor del vero, l'iniziatore di questo processo di conoscenza-ammirazione per i vini di Arpepe è stato il buon Franco Ziliani. Grazie a lui io ho potuto innamorarmene anni fa, conoscere la splendida famiglia e diventarne assiduo frequentatore. A mia volta ho contribuito coinvolgendo altre persone, fra cui l'amico Fabio Cimmino, che a sua volta ha coinvolto te...
insomma una specie di catena di Sant'Antonio :)
Quello che conta è che si tratta di vini davvero superlativi, il migliore esempio di vino di territorio, in una zona che ha subito fin troppi cambiamenti e manipolazioni, ma il discorso srebbe troppo lungo.

4/5/07 11:53 AM  
Anonymous Mauro said...

Se siamo in vena di sincerità, il titolo di questa rubrica è un omaggio, tra gli altri, a Franco Ziliani ed al suo "Taccuino di un franco tiratore".

Per gli amici-lettori del Maiale: ragazzi leggete, leggete, e leggete ancora Franco Ziliani, Roberto Giuliani e Fabio Cimmino!!! Tante emozioni e tanti bei vini!

4/5/07 6:05 PM  

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