sabato, settembre 22

Pitatza 2004

Scrivere questo pezzo è stato un po' complicato e rocambolesco, ma l'importante è aver fatto in tempo a postare. Esserci riuscito mi regala un bel senso di soddisfazione! Just in time.
Conosco il Pitatza dal suo esordio nel 2003 e ricordo di averlo apprezzato sin dal primo bicchiere che Fortunato mi versò in un piccolo bar di quartiere, mentre il dj alla consolle passava Piero Ciampi. All'epoca in maniera ingorda ed ignorante ne bevvi a fiumi, subito, senza preoccuparmi troppo della sua potenziale capacità di invecchiamento ed evoluzione, così il mio cartone da sei, con sopra i quattro gechi, finì presto. Probabilmente ero anche un po' incredulo e scettico, ma fortunamente tutto ciò mi è valso ad imparare la lezione: mai dubitare dell'aglianico!
Oggi ho finalmente tra le mani la nuova 2004, che imbottigliata a cavallo tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007, senza troppe pippe teoriche e ragionamenti alchemici, un po' quasi per caso, finisce per farsi due anni di legno come se nulla fosse. L'uva proviene sempre da antiche vigne delle colline irpine coltivate da alcuni contadini di fiducia. Questa versione, che conserva ugualmente il timbro predominante della 03, è sicuramente più seria, più complessa, più importante, merito anche dell'annata, ma soprattutto del lungo tempo trascorso in legno.
Bere questo vino è come andare al ristorante, sedersi, ordinare degli spaghetti con i datteri ed essere accontentati! E' un vino pirata, con una tinta tutta violaceablue, ed una tipicità tutta sua. La sorpresa che non ti aspetteresti mai da un vino senza troppe pretese, che non delude e che regge fino in fondo, un bicchiere che finisce e si ricolma, una bottiglia che dopo ne riapriresti subito un'altra e peccato che non ce l'hai.
Di questo Pit'04 non se ne trova traccia in enoteca, al ristorante neanche a parlarne, non è (ancora) distribuito, l'azienda addirittura quasi non esiste e in fondo un po' è come se il vino stesso non ci fosse. La tranquillità però risiede nel fatto che dietro quest'aglianico ci sono tre amici: un designer, un programmatore e un enologo, Igor Oto e Fortunato, trentatrè trentatrè e trentatrè e l'un per cento che resta è di chi lo beve. Tre giovani uomini per un vino che si fa da solo, che segue il suo corso e si fa i fatti suoi: qui Fortunato Sebastiano lavora davvero il meno possibile. Un vino persistente nella sua estrema semplicità, naturale, non filtrato, non stabilizzato; un vino vero di quelli che Mario Soldati sicuramente avrebbe saputo apprezzare.
Appena aperto è proprio pitatza rustico ben distinguibile, senza perdere, neanche per un istante, la sua impronta tipica, il suo timbro caratteristico. Inizia poi ad aprirsi e sale verso la collina, si arrampica. Spazio all'amarena che è netta ed evidente, un po' di liquirizia fa capolino, si avverte un filo di tostatura (a testimonianza dell'uso di un po' di barrique nuove) e i tannini son ben risolti grazie al legno che arrotonda e doma l'effetto recalcitro. Finisce con una nota di pepe, con la feccia, con la tipica e ormai rara posa da vino vitale. Un aglianico che più schietto non si potrebbe, un vino che ha ancora tutto da dire, che forse non merita neanche di essere aperto così brutalmente, con curiosità frettolosa e quasi con violenza. La pazienza di un geco, per un vino contadino nell'indole, fatto per gli amici. Una produzione di 2.000 bottiglie quasi introvabili, mettevi alla ricerca però che ne vale davvero la pena.
Chiudiamo in bellezza con un'ulteriore chicca, una piccola nota tutta musicale: Giuseppe Mercalli un gruppo col nome di un singolo, la vita è prima di tutto divertimento! Non afferrate il nesso di questo suggerimento musicale? Vabbè qui al Maiale Una barca nel centro di Roma oggi è in heavy rotation.
Pitatza: il primo vino che contiene (pochi) solfiti come riportato in etichetta. Un aglianico che trasuda la vita di tutti i giorni.
Questo vino partecipa a il Vino dei Blogger #10 Grandi vini da piccole vigne di Mauro Erro su via Freud 33.

Giacinto Chirichella

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10 Comments:

Anonymous m.m. said...

abbiamo bisogno di una cantina.

22/9/07 12:35 PM  
Anonymous gianpaolo said...

Mi hai fatto venire voglia di assaggiarlo, sei sicuro che non ci sia verso di trovarne una o due bottiglie? Magari facendoselo mandare (a pagamento si intende) da loro?

22/9/07 12:56 PM  
Anonymous Mauro Erro said...

Grazie G.
Ah, se puoi, metti da parte una bottiglia per me, che la beviamo insieme. Mi hai fatto venire una voglia...

22/9/07 12:59 PM  
Anonymous mg said...

speriamo che questo lo si riesce a bere... organizziamo una spedizione ad ariano irpino.

23/9/07 8:50 PM  
Blogger il maiale ubriaco said...

ok gianpaolo, ti faccio sapere qualcosa a breve. credo in qualche modo si possa fare!
mauro avevo solo quella bottiglia che vedi in foto, che è ben presto finita, ma devo assolutamente recuperarne un cartone...

G.

24/9/07 8:44 AM  
Anonymous M.Grazia said...

Molto interessante e dato che in Irpinia ci passerò proprio la settimana prossima... spero non sia difficile da trovare e di poterlo assaggiare, magari in cantina...
Grazie se mi saprai dire, Giacinto.
M.G.

26/9/07 7:53 PM  
Blogger oto said...

Ciao a tutti,

sono Oto, uno dei tre giovani uomini per un vino che si fa da solo (la mia schiena non è d'accordo).

Innanzitutto grazie a Giacinto per la bella recensione, hai davvero colto lo spirito della cosa.
Delle 2000 bottiglie iniziali ora ne sono rimaste 5-600 quindi c'è ancora tempo per un assaggio. Se volete, posso spedire ma mi farebbe molto più piacere avervi qui e farvi assaggiare anche il 2005 ed il 2007, ora in evoluzione.
M.G. se sei da queste parti fammi sapere che ci incontriamo, ma non ti aspettare una vera cantina, è tutto molto in divenire :-)
Salutoni...

29/9/07 10:23 AM  
Anonymous M.Grazia said...

@carissimi, purtroppo la mail di Giacinto è arrivata quando già ero in Campania, lontana tra l'altro da collegamenti web e cose simili, vista la vacanza.
Alla prossima! Ho comunque visto realtà viticole piccole e bellissime. Complimenti al vostro territorio ( sono arrivata fino a Taurasi e a St.Agata dei Goti). Prima o poi il vostro Pitatza lo assaggerò certamente.
M. Grazia

10/10/07 12:41 PM  
Anonymous Anonimo said...

Buongiorno
x Oto:
è possibile avere una vostra mail o numero telefonico x la spedizione del vino?
grazie

22/11/07 2:43 PM  
Blogger Oto said...

Visto il gran numero di richieste (nenche tante poi, ma meglio così) ho deciso di pubblicare un annuncio su ebay. Il pitatza lo trovate qui...
In ogni modo se volete contattarmi scrivete a oto@NOSPAMttservers.it senza NOSPAM.
Fatevi sentire!!!

28/11/07 10:01 PM  

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