giovedì, giugno 7

Crostata di ricotta e mandorle

Il Maiale Ubriaco inaugura, con questo post, la sua piccola rubrica dedicata ai dolci. Dopo un’attenta meditazione, un po’ di tempo in più e la collaborazione di una mamma pasticcera, abbiamo pensato che proprio di dolci era finalmente il caso di parlare! Lo facciamo iniziando quasi in sordina, con questa crostata gustosissima, semplice e dai mille abbinamenti. Come sempre, gli ingredienti rigorosamente territoriali e la qualità indiscussa di essi, rappresentano il momento più importante dell’intera preparazione. Limoni di Sorrento, ricotta di pecora lucana, mandorle fresche. Inutile dire che la crostata di ricotta è una delle preparazioni contadine più diffuse. Nel Basento si era soliti portarla sui campi, al lavoro, avvolta in un fazzoletto di lino. Terminato il pasto principale, spesso di un'unica portata, si spezzava con le mani e si mangiava accompagnata da vino liquoroso preparato in casa. Un altro modo per gustare questo dolce è servirlo ancora caldo accostandovi del gelato alle mandorle artigianale. Non lesinate mai sugli ingredienti. Non smettete mai di cercarne di migliori. Un limone delizioso e profumato come possono essere quelli di Sorrento, mandorle e ricotta freschissima cambiano completamente i sapori, i profumi e la magia di una tavola fatta con poco ma gonfia di passione.

Ingredienti x 8 persone

Pasta frolla

250 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro
1 uovo e 1 tuorlo
½ bustina di Pan degli Angeli

Impastare tutti gli ingredienti velocemente. Riporre in frigo per 2 – 3 ore. Prima di lavorarla, tenerla a temperatura ambiente per un’oretta poi olio di gomito fin quando non risulti elastica.
Un consiglio: per ottenere una buona pasta frolla prepararla con un giorno di anticipo.

Crema di ricotta

230 g di ricotta di pecora
100 g di mandorle in polvere
Mandorle a lamelle
2 uova
80 g di zucchero
La scorza grattugiata di un limone di Sorrento
Zucchero a velo
Sale

Tostare appena le mandorle in polvere in una teglia rivestita con carta forno sotto il grill; farle raffreddare, poi mescolarle in una ciotola con la ricotta, le uova, lo zucchero, la scorza di limone ed un pizzico di sale. Srotolare la pasta, stenderla con la sua carta in uno stampo da crostata di circa 20 cm di diametro, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta e coprire con la crema di ricotta preparata. Tagliare la pasta in eccesso lungo i bordi, impastarla di nuovo, poi ridurla a striscioline. Disporre le strisce a grata sulla superficie della torta e decorare con una manciata di mandorle a lamelle. Infornare a forno già caldo -180° - e lasciar cuocere per 35 minuti. A cottura ultimata togliere la crostata dal forno, lasciar raffreddare e cospargerla con poco zucchero a velo.

Stefano Tripodi & Daniela Caselli

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13 Comments:

Anonymous Mauro said...

Caro Stefano, un bel modo per iniziare la giornata. Ti ringrazio per il tuo “dilungo” su Freud. Ho imparato una cosa nuova, e mi becco pure una ricetta gustosissima. Stima e abbracci ricambiati da entrambi i fratelli. Spero di vederti presto. Ciao e Grazie.

8/6/07 11:04 AM  
Anonymous Javier said...

simply delicious cake!
best regards. J

8/6/07 11:32 AM  
Anonymous Anonimo said...

Vero è che la crostata di ricotta, nei suoi vari abbinamenti, è tipica tipica come dire il dolce della nonna. La mia (di nonna) la preparava con le ciliege e le amarene. Anche lei faceva la pasta frolla il giorno prima ;-) e la ricordo con un piacere immenso. Complimenti per il blog e complimenti per questo still life casareccio. Saluti
Monica

8/6/07 12:13 PM  
Blogger Robiciattola said...

ciao ragazzi!
bene, leggo campania, leggo mangiare e bere...
ottimo!
andate a visitare il mio, anzi i miei, ché troverete foto e news su campania e cibo da assaggiare, viste le mie frequenti ultime incursioni in terra partenopea!!!

a presto,
Roberta

8/6/07 2:10 PM  
Blogger Gourmet said...

Eh eh eh buonisima la ricotta di pecora e la crostata mi pare deliziosa!!
P.s. ma il cicchetto di Glenfiddich chi se lo è fatto!
;)

8/6/07 2:31 PM  
Blogger il maiale ubriaco said...

confesso, il cicchetto l'ho fatto io e anche al mattino presto. In verità del Glenfiddich è solo la bottiglia. Al suo interno una sorta di passito che prendiamo da un piccolo produttore amico di famiglia. Talmente piccolo che ne fa per se e per gli amici. Ma ci stava bene...e sinceramente speravo in chi come te "se ne addonasse" (come si dice a Napoli.
Ste-

8/6/07 3:15 PM  
Anonymous anna said...

Che ricordi: la crostata di ricotta e mandorle! Pure nella famiglia di mia madre si faceva, e per noi era un momento prelibato. Domanda retorica: chi scatta le foto? Ciao.

8/6/07 4:19 PM  
Anonymous Vale said...

Amo la torta di ricotta. Questo abbinamento con le mandorle e da provare. Complimenti.

9/6/07 1:51 PM  
Blogger il maiale ubriaco said...

Anna: le foto sono tutte nostre, salvo qualcosina legata ai vini.
Un saluto a tutti. Ste-

10/6/07 12:44 PM  
Blogger venere said...

... e direi che la rubrica dolce è stata inaugurata in bellezza! ...come una ricetta semplice acquistta preziosità con gli ingredienti giusti: bravi!

10/6/07 9:54 PM  
Anonymous sandro said...

Wow!

11/6/07 3:16 PM  
Blogger Cuocapercaso said...

Condivido pienissimamente il Vostro suggerimento di partire sempre e comunque da ingredienti di primissima qualità! nessuna ricetta avrebbe un suo senso senza una buona base!
Ciao,
Grazia

20/6/07 2:37 PM  
Anonymous Anonimo said...

Dolce semplice e buono..... ma avete mai provato ad unire le mandorle alla pasta frolla invece che alla crema di ricotta???
Sarà una sorpresa piacevole....
bacione.

17/10/08 3:20 PM  

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