mercoledì, settembre 19

Ancóra Marennà

Di Marennà il Maiale Ubriaco aveva già parlato qui un centinaio di giorni fa con un bel post firmato dal buon Riccardo Vecchio. Avevamo poi rapidamente accennato di un nostro secondo passaggio, nel pezzo tipicamente estivo dedicato alle scorribande di luglio. Come promesso, eccovi il resoconto esclusivo del pranzo. Come anticipato, questo è ciò che resta nella nostra memoria come piacevolissimo ricordo di quel giorno.

Domenica 29.07.2007, ore 13,30
Innanzitutto due parole sull'ambiente, che in contro tendenza rispetto alla voce di popolo, non ho trovato minimamente freddo, probabilmente aiutato dalle luci del giorno. La sala è davvero ben fatta: vetri molto ampi, con una vista suggestiva sul territorio irpino. Niente folk, spazio alla funzionalità, all'eleganza, alla privacy. Le sedute Poltrona Frau (come il menù e la carta dei vini) son comodissime, l'hotellerie è molto curata, i piatti Rosenthal, le posate firmate Vignelli e disegnate in esclusiva per Marennà sono coordinate in un unico set con il cubo portaghiaccio.
Dicevamo quindi spazio all'intimità e alla tranquillità, merito anche (e questa è la vera piacevole sorpresa) di un servizio impeccabile, ma mai forzato, sempre cordiale e mai abbottonato, allo stesso tempo professionale e alla mano, quindi molto naturale. Ma veniamo alla proposta gastronomica. L'occasione era ghiotta ed invitante, dal momento che da pochissimi giorni c'era un nuovo menù tutto pensato dallo chef Paolo Barrale.
Si inizia con il Benvenuto dello chef composto da un inaspettato quanto ben riuscito muss' é puorc' a forma di piccolo cubetto in versione rimodernata; una vellutata di fagioli di Controne (con una spolverata di caffè) servita in una tazzina e una cozza in tempura poggiata sul cucchiano; e infine una spuma di ricotta di bufala con un piccolo pomodoro secco caramellato. Bhè se questo è solo l'inizio le aspettative non possono che aumentare! In contemporanea arrivano anche dei grissini e dei pani appena sfornati. Ordiniamo del Pietracalda 2006 a bicchiere che come aperitivo d'ingresso va più che bene.
Passiamo agli antipasti con un Battuto di Scottona (servito con un uovo, del tartufo, del caciocavallo podolico per un viaggio intorno al filetto) e un Cannolo di pane ripieno di baccalà mantecato, friggitelli e olive in sorbetto. Entrambe le proposte, seppure nella loro diversità interpretativa, sono stuzzicanti e deliziose. Noi osiamo bevendoci su un po' di Campanaro 2005.
Dopo questi ottimi apripista è la volta dei primi: Gnocchi di pane e ricotta con agnello e aria di pecorino e Spaghetti di Gragnano coniglio e pioppini. Direi che gli spaghetti di Gragnano rappresentano un eccellente piatto unico che vince su tutto, ben bilanciato, con un gusto vibrante e in evoluzione, sempre ricco di nuovi sapori inaspettati, mai monocorde! In contemporanea facciamo aprire un Serpico e un Patrimo entrambi 2004. Nell'attesa delle altre pietanze si chiacchiera, si discute e si sfoglia un book con le foto di Luca Vignelli e Alberto Peroli, una traccia del territorio che testimonia il rinascimento enologico del meridione d'italia.
Adesso tocca ai secondi. I piatti sono sempre presentati con molta semplicità e poca autocelebrazione. Avevamo scelto il Maialino da latte in "dolceforte" di San Marzano con scarole all'acciuga e la Spalla d'agnello cotta piano piano (con polpette di melanzane, ricotta di fuscella e salsa alla menta). Il menù è costantemente in crescendo, come dessert abbiamo delle Albicocche alla lavanda, cannolo bretone al cioccolato e moscovado e l'ormai celebre Giffoni e Bronte in dolcezza. Piccola nota di umanità con le albicocche alla lavanda c'era in abbinamento del latte di mandorla che i ragazzi dimenticano di servire. Pazienza beviamo un bel bicchiere di Privilegio 2004; il piatto non verrà conteggiato nel conto.
In definitiva oserei dire che da Marennà bisogna andarci, perchè è inutile descriverlo, è inutile parlarne, è inutile discuterne. Inutile ma bello! E' un luogo dove i soldi si spendono con estremo piacere e gioia, dal momento che tutto (e dico tutto) è proporzionale alla qualità dell'offerta.
Marennà come fare la marenna, come andare a merendare, come raccontare. Che soddisfazione e che piacere farsi coccolare a Marennà.

Riepilogo conto: (€ 153 x 2 persone)
2 menù: € 86
3 calici Pietracalda: € 12
2 calici Campanaro: € 9
2 calici Serpico: € 14
2 calici Patrimo: € 20
2 calici Privilegio: € 12

Marennà
Feudi di San Gregorio
Località Cerza Grossa
83050 Sorbo Serpico (AV) Italy
tel 0825 986621
Aperto dal mer. al sab. pranzo/cena,
dom. pranzo.
www.feudi.it

Giacinto Chirichella

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martedì, luglio 31

Scorribande, pensieri e appunti sparsi

In questi giorni, qui da noi, il sole in testa scotta come non mai. La calura è prepotentemente elevata e prima della partenza per le meritate ferie di agosto, ne approfittiamo per circumnavigare in lungo e in largo il nostro tanto amato territorio; il Maiale è in viaggio, un viaggio smanioso, senza sosta, senza pause, senza freno. A volte se non conservi un appunto, se non fissi sul taccuino il prezioso ricordo di certi incontri, se non lasci una traccia, in qualche modo indelebile, rischi di far volare via tutto, insieme agli altri ricordi smarriti.
Negli ultimi giorni ne son capitate di cose, ne abbiam visti di luoghi, ne abbiam incontrate persone. Questo è il nostro piccolo pensiero ed è tutto dedicato a loro. Questo è un po' il canovaccio di ciò che vi racconteremo ad agosto, questa è una nostra breve anticipazione di ciò che sarà.
Il Maiale Ubriaco è stato a Cilentana, a Villa Matarazzo (S. Maria di Castellabate, Sa) in occasione della bella festa gastronomica messa in piedi da Welcome Cilento, da Slow Food e dal Parco per la presentazione del nuovo libro di Luciano Pignataro, Le ricette del Cilento, piccolo gioiellino e grande traccia di memoria. Del libro ne parleremo approfonditamente più in là, della serata invece ricordiamo con profondo piacere, il lungo e sentito intervento di Geppino D'Amico, l'ennesima conferma del Kratos 2006 di Luigi Maffini, l'ulteriore bella prova del fiano base di Alfonso Rotolo e la Rivisitazione della Lagana e Ceci di Cicerale (con croccante di Pancetta di Casaletto Spartano, cupolina di Manteca di Cervati manipolato alle Alici di Menaica e confit di San Marzano) opera de La Cantinella sul Mare di Villammare.
Il giorno seguente è stata poi la volta di una piacevole Notte in Bianco ai Sediari (alle spalle del Duomo di Salerno). Una nuova grande scoperta per noi è l'incontro con Andrea Centrella e il suo interessantissimo Greco di Tufo Selvetelle, un vero greco di razza, un rosso travestito da bianco, ci piace, continueremo a berne e anche in questo caso ne riparleremo sul finire dell'estate; particolamente indicata la proposta dello chef Romolo Pappalardo, spiccano di sicuro lo Sformatino di spaghetti con fiori di zucca e alici, gli Involtini di melanzane con pesce spada e la dolcissima chiusura finale con un dolce alle carote e alle nocciole di Giffoni.
Meritano una parentesi a parte nel nostro racconto le cene e le feste notturne in terrazzo di questi giorni, al fresco, con dei vini semplici ma che serviti freschi ci deliziano di piacere: Est! Est! Est! di Falesco ad esempio, ineguagliabile rapporto qualità/prezzo (non amo certi prodotti, ma quando ci inciampo dentro non posso non parlarne bene! bene! bene!). Testiamo l'ennesima sperimentazione di Stefano con un delicatissimo Risotto alla zucca e limone, poi è la volta di un'eccellente pomodorino in vetro (che verrà commercializzato a breve) con uno spaghetto di Setaro servito con un soffio di pecorino e tre foglie di basilico, ancora insalate fresche ed estive, varie quiche che preannunciano i nuovi lidi parigini per qualcuno, e mentre sta per arrivare il nuovo giorno travolti dall'impazienza proviamo il nostro limoncello che in cantina è ancora ad affinare. Quanti racconti gonfi di soddisfazione, quanti progetti, quanti voli pindarici...
Poco tempo per dormire! Si fugge a Cava de' Tirreni a Santa Maria del Rifugio per fare tappa quie poi passare ad una lauta cena da Pappacarbone a base di More Maiorum 2001. Buonissimo il Pacchero di Vicidomini, l'Hamburger di tonno e una piacevole sfogliatina finale offerta dalla casa.
Passa qualche ora et voilà siamo già a domenica, ora di pranzo, Sorbo Serpico. Infinita soddisfazione è ciò che abbiam provato da Marennà: vento, materiali, dettagli. L'esperienza merita un secondo post esclusivo quale ripasso e integrazione a ciò che Riccardo Vecchio ha scritto un mesetto fa, ragion per cui non vi anticipo nulla!
Il modo migliore per chiudere queste righe è senza dubbio il sorbetto al limone della Villa Comunale di Salerno: tutto cambia nel mondo, tutto si evolve e diventa un po' global, ma lui resta uguale, inamovibile, con lo stesso gusto di sempre, nello stesso chiostro, preparato con gli stessi limoni di quando la nonna ci accompagnava da piccoli. Son sicuro che qualcuno capirà e apprezzerà.
Questo secondo noi è il modo ideale per concludere uno splendido week end.

Giacinto Chirichella

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domenica, giugno 10

Marennà.

Venerdì 8.06.2007, ore 21.
Memore di una piacevolissima cena di lavoro ad inizio maggio, decido di proporre ai miei fedeli tre gastro-amici di passare il venerdì sera al ristorante dei Feudi di San Gregorio: Marennà. Proposta accolta, ore 20 partenza da Napoli ed intorno alle 21 siamo a Sorbo Serpico.
Dopo aver attraversato l’ingresso dell’azienda Feudi, degno di una base militare, ci accompagnano al piano superiore dove vi è una ampia sala con grandi vetrate, e con circa 40 coperti. Tavoli ben distanziati, sedie ergonomiche e mise en place semplice, colore largamente predominante: il nero. Concordiamo che l’espressione più appropriata a descrivere lo stile è minimal chic! Elegante e modaiolo, ma forse un pochino freddo. Sarà la cucina a scaldarci. Ci vengono ben presto proposti dei grissini caldi, pane con ricotta, panini vari ed un benvenuto che preannuncia una gran cena: Cappuccino di fagioli e cozze. Il nome deriva da una leggerissima spolverata di caffé che completa la spuma di fagioli con le cozze. Squisito! Contando sul nostro spirito di comunione decidiamo di non optare per il menù degustazione e di pescare dalla carta. Gli antipasti saranno: Essenza di pomodoro, filetto di tonnetto rosso in crosta di pane cafone, burrata e colatura; Bruschetta in verticale di alici e peperoni, insalata di puntarelle, vinaigrette alle olive itrane; Guanciale di maiale croccante, mazzancolle, piselli, fave e cipollotto; Crema fredda di zucchine, bottarga e maggiorana, “cuppitiello” di fiori in tempura alla birra. Il tavolo elegge il tonnetto re degli antipasti. Il meno convincente risulta il mio: guanciale e mazzancolle, non creano sinergie!
Concordiamo con il sommelier per un “percorso” di vini al bicchiere, dalla lista (composta da soli prodotti aziendali) scegliamo la Verdeca per accompagnare gli antipasti, la selezione di Falanghina Serrocielo per i primi, ed il Rubrato 2003 e il Taurasi Piano di Montevergine 2001 per i secondi. Grande delusione, ed ancor più grande stupore, alla notizia che il Privilegio è esaurito. Nessun abbinamento con i dolci. Problemi di una carta autarchica…
Si passa ai primi: Linguine di Gragnano “come a Nerano”; “Ndunderi” di ricotta, pomodorini corbarini, melanzane affumicate e caciocavallo; Crema di carciofi, fonduta di Carmasciano e uovo di cortile. Questa volta la scelta giusta è la mia: gli ndunderi (grossi gnocchi cilindrici) sono ottimi, semplici ma capaci di scandire ed esaltare appieno i pomodorini e le melanzane. Buone le linguine, da migliorare la crema di carciofi.
Siamo già ai secondi: Vitello cotto a bassa temperatura, purea di melanzane affumicate e caprese in tempura; Coniglio al tandoori, yogurt di bufala e zucchine alla scapece; Filetto di maiale “come alla brace”, purea di mela annurca, patate novelle e insalata aromatica. Anche qui abbiamo un vincitore: il vitello, ma il distacco non è enorme, tutti i secondi risultano davvero convincenti. In equilibrio perfetto tra sapore e ricercatezza.
Non potevamo concludere la cena senza provare i dolci, e dunque scegliamo: Soffiato alle nocciole “avellane” ricotta e pere pralinate; Giffoni e Bronte in dolcezza...; ¡Fiesta! (divagazione sul cioccolato e l’arancia). Il tortino alle nocciole di Giffoni, pistacchio di Bronte e cioccolato bianco da solo vale il viaggio a Sorbo Serpico: divino.
Il conto è davvero corretto: 50 € a persona.
La cena si conclude con una piacevolissima chiacchierata al bancone del bar con lo chef Paolo Barrale, che parlando a 360 gradi di ristorazione ci confessa di leggere i food blog (questa si che è customer relationship!).
Se è vero che è l’esperienza globale che si vive in un ristorante a risultare determinante ancor più del costo e della qualità delle pietanze, non posso che dire grazie a Paolo, Roberta, Manuela e Gianluca perché la mia è stata una magnifica esperienza!
M’HA PIACIUTO!

Riepilogo conto: (€ 200 x 4 persone)
4 menù: € 160
2 calici Verdeca: € 10
3 calici SerroCielo: € 13.5
1 calice Rubrato: € 4.5
2 calici Piano Montevergine: € 12

Marennà
Feudi di San Gregorio
Località Cerza Grossa
83050 Sorbo Serpico (AV) Italy
tel 0825 986621
Aperto dal mer. al sab. pranzo/cena,
dom. pranzo.
www.feudi.it

Riccardo Vecchio

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