venerdì, ottobre 24

Confettura di mele cotogne


In questo post quasi non ci speravo!
Bentornati a tutti. Bentornato a me. Che vergogna, erano secoli che non scrivevo su queste pagine. Ne approfitto subito per ringraziare il mio compare il quale mi ha dedicato un succulento post celebrando così il mio 28esimo. In realtà pochi giorni fa, precisamente il 20 ottobre scorso, è stato anche il suo di compleanno. Se qualcuno di voi fosse affamato di gossip sappiate che noi due nascemmo nello stesso anno, stesso mese, stessa città, stessa clinica. Coincidenze?? Beh, io me lo ricordo ancora Remo, quando al liceo varcò la soglia della mia classe il primo giorno.. ma questa, abbiate pietà, è un'altra storia. Dunque, questa confettura nasce in giorni in cui si preparano una serie di eventi. Nel miglior spirito organizzativo vengono prenotati voli, scrutati i tabelloni dei musei parigini e londinesi, comprate pellicole fotografiche, prenotati biglietti alla Fnac, discusse in conferenza skype varie ed evenuali ipotesi. Riusciranno i nostri eroi a passare un capodanno insieme? E dove lo passeranno? Poco importa la destinazione, il luogo. Quello a cui ci terremmo invece è riuscire a stare un pò insieme. Prendere le macchine fotografiche e uscire all'alba. Col cappuccio sulla testa e respiri profondi. Attraversare la città o la campagna. Andare al mercato. Sorridere ai racconti di questo o quell'aneddoto. Vecchi ricordi, 1000 mangiate, mille tavole apparecchiate. Sughi e confetture, pizze al forno a legna, pane per la colazione. Bottiglie comprate, amate e odiate. Discussioni, risate, speranze condivise. Hai visto quel locale sul mare? Eh, non me lo dire..mi prende il nervoso. Come sarebbe il menu, come lo faresti? No, solo cucina tradizionale. Si ci vedo anche un piccolo orto, forse un erbolario. Riprendo fiato. E credo di poter fare un'anticipazione. Il Maiale 2.0! Avete sentito? Non ci pensate, facciamo finta di niente. Non ci pensiamo. Mi vengono i brividi. Succederà. Questa confettura ricambia gli auguri a Remo e rende gustoso un aperitivo semplice, con pochi formaggi e buon pane. Alle noci, alle olive. Fate voi. Trovate un buon abbinamento, beveteci un buon bianco. La ricetta è semplice. Come tutte le cose migliori. Le più belle. Dal profumo antico & dagli ingredienti preziosi. A presto.
Ingredienti x 1 kg di mele cotogne
1 kg di mele cotogne
450 g di zucchero
scorza di limone
Tagliate le mele a metà quindi cuocetele in acqua per ammorbidirle. profumate con della scorza di limone e raggiunta la consistenza desiderata riducetele in poltiglia, oppure frullatele o passatele al pasaverdura. Aggiungete così lo zucchero e continuate a cuocere schiumando e fino ad ottenere la giusta densità. Badate che il fuoco sia moderato. Invasate e lasciate raffreddare naturalmente.
Stefano Tripodi

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giovedì, maggio 29

Marmellata di visciole


Sommo Gaudio!
Ebbene si, nel periodo principe di frutta fresca da leccarsi i baffi io di trovare qualcosa che mi facesse sentire odore di campagna qui in città, non ci speravo proprio. E' successo questo: stamane di buon mattino, ed avendo un giorno di riposo [si fa per dire..], ho fatto un giro prima al mercato poi salendo verso Porta Pia, gironzolando per le stradine immediatamente sotto piazza Fiume. Fatta una lauta e lenta colazione a base di cornetti appena sfornati, integrali e farciti col miele, mi sono imbattuto in uno strano furgoncino fermo ai bordi della strada e governato da un più strano personaggio. Sui 65, capelli bianchissimi, occhi cerulei e carnagione olivastra. Sul retro del furgone troneggiavano, fra gli altri, ben 5 sacchi colmi di visciole. Ho strabuzzato gli occhi e ho esclamato: amarene! Visciole signore, ha risposto con accento marchigiano. Da lì è cominciata una chiacchierata che è durata un bel pò. Passando dalle colture a terrazze della Costiera Amalfitana a splendidi racconti ambientati nel Ducato di Montefeltro e vecchi ricordi. Guglielmo, questo il suo nome, mi ha spiegato che ogni tanto riesce a portare un pò di frutta fresca nella capitale, per quei ristoranti conosciuti che ne richiedono l'esclusiva. Sono riuscito a farmi dare appena 2,5 kg di visciole così da riempire con la marmellata giusto 4 vasetti e un pò. Sono corso a casa felice e con gli occhi spalancati come fossi un bambino che ha assistito ad un avvenimento incredibile. Ma allora certe cose possono succedere ancora...ed in una grande città..! Certo, sulla via Flaminia se ne coltiva mi pare, a Carpineto Romano, a Gravignano e a Segni. Ad ogni modo, desidero condividere con voi questa mia grande soddisfazione, agganciarmi a Remo che ha postato in ultimo una preparazione dolce e rimandarvi a questo fondamentale articolo apparso su D di Repubblica sabato scorso. Ah, dimenticavo..vi anticipo che la prossima confettura sarà una squisita marmellata di fragole e aceto balsamico!
Ingredienti x 1 kg di visciole

1 kg di visciole
400 g di zucchero
la scorza di 1 limone
porto

Mettete sul fuoco una casseruola con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata, fate sciogliere lo zucchero fino a che non prenda a dorarsi. Unite le visciole accuratamente lavate e snocciolate quindi girate con un cucchiaio di legno per 15/20 min a fuoco alto. Abbassate la fiamma e portate a cottura avendo cura che la marmellata non si addensi troppo. Aggiungete un bicchiere o poco più di buon Porto. A cottura ultimata invasate e chiudete ermeticamente. Da consumare in breve tempo.

Stefano Tripodi

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lunedì, novembre 19

Colazione #3: Marmellata di arance al tè

Non c’è due senza tre. Con questa squisita marmellata intendiamo chiudere [momentaneamente!] il nostro cerchio intorno all’argomento colazione. Appuntamento importante, abbiamo visto, attimo in cui davvero possiamo gettare le basi per una giornata quanto meno all’insegna del buon umore. Questa conserva può essere tranquillamente preparata nel week end o in una di quelle sere in cui si ha un po’ di tempo a disposizione e voglia di fare. Distribuita in vasetti non troppo grandi e conservata in un luogo fresco e al buio può durare anche più di un anno. Le avvertenze, eliminati gli eccessi maniacali sulla conservazione, sono davvero poche. Lavate ed asciugate bene tappi e vasetti, usate frutta di ottima qualità e prestate attenzione alla pastorizzazione, dove eviterete che il bollore porti ad urtare i vasetti distruggendoli irrimediabilmente. Infine occhio alle bolle d’aria e il gioco è fatto. La cosa davvero importante è la marmellata. Il gusto e la consistenza. Di sicuro anche l’idea – come in questo caso – per una conserva simpatica e gustosa. Ormai sono decenni che mamme e nonne ci deliziano con le loro confetture. Sorvoliamo quindi sul “io la faccio così ed io invece colì” e stabiliamo un metodo facile, collaudato e sincero. Novembre pieno e arance sui banconi della frutta al mercato. Sole tiepido e vento gelido. Mi dicono che au marché d'Aligre a Parigi arrivano delle ottime arance dalla Sicilia. E dopo mezzogiorno svendono le casse avanzate. Una ghiotta occasione per chi fosse da quelle parti, considerato pure che costano due soldi. Tornando a noi, l’idea di usare il tè era per dare struttura e retrogusto alle arance di per sè amare e forti nell’impatto col palato. In questo modo abbiamo valutato che il sapore deciso viene ammorbidito pur rimanendo in primo piano mentre le mele fanno da letto: accomodano. A parte poi il secondo gusto percepito del tè che rende il tutto davvero interessante. Ci avviciniamo dunque al periodo natalizio. Lentamente, tra sole e piogge. Questa marmellata potrebbe stuzzicarvi nei giorni di festa dicembrini, quando al primo mattino ancora assonnati vi accingerete a prepararvi per la frenetica corsa ai balocchi dell’ultima ora. Come sempre suggerimenti & co. sono da noi graditissimi. Buona settimana a tutti e ghiotte, ghiotte colazioni!

Ingredienti

500 g di arance non trattate
500 g di mele Golden
800 g di zucchero
20 g di tè al bergamotto
2 stecche di cannella
1 limone

Lavare accuratamente le arance, asciugarle e sbucciarle asportando solo la buccia esterna. Tagliarle a metà, spremerle e versare il succo in una ciotola insieme al succo di limone. Porre le scorze in una casseruola, coprirle di acqua e cuocerle per 30 minuti. Scolarle e versare il liquido di cottura nella ciotola contenente succo d’arancia e limone. Lasciar raffreddare le scorze quindi tagliarle a julienne. Mettere in infusione il tè per 8 minuti in 9 dl di acqua bollente, filtrarlo e versarlo in una pentola. Aggiungere lo zucchero, mescolare bene e lasciare sobbollire per dieci minuti fino ad ottenere uno sciroppo. Sbucciare le mele, tagliarle a spicchi sottili e aggiungerle allo sciroppo di tè. Unire anche il succo e le scorze di arancia quindi la cannella ridotta in polvere. Cuocere a fuoco basso, mescolando spesso, per due ore circa finchè avrà raggiunto la sua consistenza. Procedere col riempire dei vasetti sterilizzati che andranno bolliti, coperti d’acqua, per almeno mezz’ora.

Stefano Tripodi & Daniela Caselli

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