giovedì, febbraio 21

Lemon curd - "la crema che sapeva di primavera"

A dire la verità non saprei neanche come è nata l’idea di raccontare il post di oggi. Da una parte c’è che le conserve mi hanno sempre appassionato. Sarà perchè meticolosamente bisogna preparare una serie di ingredienti che resteranno a macerare insieme per un pò, in attesa che il tempo ne cambi il sapore e amalgami profumi e colori. Sarà perché come abbiamo detto spesso (qui mi si rimprovererà di essere ridondante) a noi piace una cucina che rispecchi tempi e ritmi blandi e una conserva per me rappresenta il risultato più evidente di tale propensione.
Poi c’è l’inconscio o istinto (chiamatelo come volete) che in una inaspettata giornata di sole mi ha aperto gli occhi, tirato fuori di casa e pregato di starmene in giro all’aria fresca, magari a fare una passeggiata. Una sensazione particolare starsene in giro a mezze maniche a Febbraio, in Inghilterra chiedendomi che fine avessero fatto la nebbia e il ghiaccio del giorno prima. Ho fatto un salto al mercatino locale ed ho comprato un po’di frutta fresca per farci un bel frullato, di quelli rinfrescanti. L’occhio poi è balzato su dei limoni gialli e carnosi, non semplici da trovare da queste parti e mi è venuta in mente una ricetta che da un pezzo mi ero promesso di preparare. Il “lemon curd” è una crema deliziosa dal sapore intenso che ti riempie la bocca di limone. Una piccola conserva che gli inglesi spesso aprono a colazione, per accompagnare un toast ed una tazza di latte fresco. Io mi ci sono cimentato e con esito positivo, chiudendo in bellezza questa piccola, opportuna parentesi primaverile.

Ingredienti

buccia e succo di 4 limoni
4 uova fresche
350 gr di zucchero
225 gr di burro
1 cucchiaio raso di farina di mais

Battere leggermente le uova in una pentola piuttosto capiente ed aggiungere il succo e la buccia grattugiata dei limoni, lo zucchero, il burro precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente e la farina di mais. Cuocere il tutto a fiamma bassa per 8-10 minuti circa, rimestando continuamente con una frusta fino ad ottenere una crema densa e liscia. Ultimata la cottura versare il tutto in piccoli recipienti sterilizzati, avendo cura di riempirli fino all’orlo, coprire con carta oleata, chiudere ermeticamente e capovolgere per qualche minuto. La crema puó essere conservata al fresco anche per 2-3 settimane.

Remo Morretta

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lunedì, novembre 19

Colazione #3: Marmellata di arance al tè

Non c’è due senza tre. Con questa squisita marmellata intendiamo chiudere [momentaneamente!] il nostro cerchio intorno all’argomento colazione. Appuntamento importante, abbiamo visto, attimo in cui davvero possiamo gettare le basi per una giornata quanto meno all’insegna del buon umore. Questa conserva può essere tranquillamente preparata nel week end o in una di quelle sere in cui si ha un po’ di tempo a disposizione e voglia di fare. Distribuita in vasetti non troppo grandi e conservata in un luogo fresco e al buio può durare anche più di un anno. Le avvertenze, eliminati gli eccessi maniacali sulla conservazione, sono davvero poche. Lavate ed asciugate bene tappi e vasetti, usate frutta di ottima qualità e prestate attenzione alla pastorizzazione, dove eviterete che il bollore porti ad urtare i vasetti distruggendoli irrimediabilmente. Infine occhio alle bolle d’aria e il gioco è fatto. La cosa davvero importante è la marmellata. Il gusto e la consistenza. Di sicuro anche l’idea – come in questo caso – per una conserva simpatica e gustosa. Ormai sono decenni che mamme e nonne ci deliziano con le loro confetture. Sorvoliamo quindi sul “io la faccio così ed io invece colì” e stabiliamo un metodo facile, collaudato e sincero. Novembre pieno e arance sui banconi della frutta al mercato. Sole tiepido e vento gelido. Mi dicono che au marché d'Aligre a Parigi arrivano delle ottime arance dalla Sicilia. E dopo mezzogiorno svendono le casse avanzate. Una ghiotta occasione per chi fosse da quelle parti, considerato pure che costano due soldi. Tornando a noi, l’idea di usare il tè era per dare struttura e retrogusto alle arance di per sè amare e forti nell’impatto col palato. In questo modo abbiamo valutato che il sapore deciso viene ammorbidito pur rimanendo in primo piano mentre le mele fanno da letto: accomodano. A parte poi il secondo gusto percepito del tè che rende il tutto davvero interessante. Ci avviciniamo dunque al periodo natalizio. Lentamente, tra sole e piogge. Questa marmellata potrebbe stuzzicarvi nei giorni di festa dicembrini, quando al primo mattino ancora assonnati vi accingerete a prepararvi per la frenetica corsa ai balocchi dell’ultima ora. Come sempre suggerimenti & co. sono da noi graditissimi. Buona settimana a tutti e ghiotte, ghiotte colazioni!

Ingredienti

500 g di arance non trattate
500 g di mele Golden
800 g di zucchero
20 g di tè al bergamotto
2 stecche di cannella
1 limone

Lavare accuratamente le arance, asciugarle e sbucciarle asportando solo la buccia esterna. Tagliarle a metà, spremerle e versare il succo in una ciotola insieme al succo di limone. Porre le scorze in una casseruola, coprirle di acqua e cuocerle per 30 minuti. Scolarle e versare il liquido di cottura nella ciotola contenente succo d’arancia e limone. Lasciar raffreddare le scorze quindi tagliarle a julienne. Mettere in infusione il tè per 8 minuti in 9 dl di acqua bollente, filtrarlo e versarlo in una pentola. Aggiungere lo zucchero, mescolare bene e lasciare sobbollire per dieci minuti fino ad ottenere uno sciroppo. Sbucciare le mele, tagliarle a spicchi sottili e aggiungerle allo sciroppo di tè. Unire anche il succo e le scorze di arancia quindi la cannella ridotta in polvere. Cuocere a fuoco basso, mescolando spesso, per due ore circa finchè avrà raggiunto la sua consistenza. Procedere col riempire dei vasetti sterilizzati che andranno bolliti, coperti d’acqua, per almeno mezz’ora.

Stefano Tripodi & Daniela Caselli

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sabato, novembre 3

La colazione del sabato - breakfast at Wellington

Il post del Sabato, esatto quello light, che compare quando meno te lo aspetti ed in cui il maiale ti parla di tutto, perché vuol farsi due chiacchiere con te e poi perché diciamocelo, il maiale è un animale sociale!
Oggi ci troviamo in Inghilterra, a casa mia, o meglio a pochi passi dalla mia umile dimora, dove nel cuore dell’ English countryside , fra le regioni dell’Hampshire e del Berkshire, sorge Stratfield Saye, un piccolo villaggio che dal 1817 ospita la tenuta nobiliare del Duca di Wellington (il mitico ammiraglio protagonista nel 1815 della battaglia di Waterloo).
Se fate un salto indietro, ricorderete che un accenno a questo posto l’ho già fatto, qui.
Bene, a me semplicemente è venuta voglia di riparlarne, perché ci tengo a trasmettervi la bellezza di certi luoghi, perché è una splendida giornata di sole, perché è raro essere “dirimpettai” di una famiglia nobiliare (o di ciò che ne resta) e soprattutto perché io fra un attimo sveglio la mia dolce compagna e vado a farci colazione!
Stratfield Saye è il tipico british village, raccolto e riservato, in cui ci si conosce praticamente con tutti, ma socializzare pure con la famiglia della porta accanto diventa davvero difficile, a meno che non ti trovi per strada per la passeggiata mattutina col cane, al pub a bere un birra oppure alla bottega della famiglia Wellington a fare spesa e colazione.
Io che non ho un cane ed al pub ci vado con qualche amico per starmene tranquillo, ho scelto il fine settimana per fare due chiacchiere con il vicino. Nel piccolo farm shop assaggio il formaggio del giorno, scelgo un po’ di verdura, adocchio il taglio di carne da proporre agli ospiti in serata, prendo anche le uova, freschissime e con il mio “paniere” della spesa siedo al tavolino e faccio colazione col primo che capita.

- Good Morning
- Good Morning to you Remo, how are we today?
- Very well thank you, how about yourself?
- Now, what have you got there! What are you cooking tonight?
- You know, nothing special, just a few things, my mates are coming around for dinner…


E cosi fra una tazza di caffè ed una calda fetta di torta, passo buona parte della mattinata, ritrovo una dimensione tutta mia, sono felice e mi aggiorno pure su quello che succede in paese!
Adesso, permettete, scappo a fare colazione. Vi auguro una buona giornata!

Remo Morretta

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martedì, ottobre 30

Tortine di mele e cannella: il buon giorno si vede dal mattino [#2]!

Non molto tempo fa abbiamo aperto un capitolo sulla prima colazione che vale la pena di proseguire, stamane, riagganciandoci pure a quanto detto sabato a proposito di ritmi lenti e buoni propositi per pensare noi stessi attraverso la gastronomia e la buona tavola. Cominciamo di primo mattino: una buona tazza di latte fresco, caffè delle migliori miscele e queste squisite tortine che potremo comodamente preparare per tempo nel week end, godendone per buona parte della settimana. Una preparazione semplice e genuina che può aiutarci a cominciare bene la giornata. Il Maiale sa che molti hanno ritmi serrati e proprio non riescono a uscire dal canonico cappuccino + cornetto al bar, preso di fretta e furia prima di affrontare una giornata di lavoro. Ma, avete fatto caso a quanto dura il senso di pienezza che questo tipo di colazione regala? Io si.. e intorno alle dieci, più o meno, ogni volta ho nuovamente fame. Il consiglio è, per quanto possibile, di guadagnare un pò di tempo in più nel primo mattino, appena svegli. Di dedicare un attimo in più ad una buona colazione per vedersi sorridenti ed appagati nel resto della giornata. Del resto è un consiglio quasi banale; leggiucchiando qui e lì tra le varie riviste sempre si incappa in argomenti del genere. Ma non è mai superfluo dire che piccoli gesti come questo vanno a costruire un universo di buone abitudini che col tempo lasciano scoprire una quotidianità migliore. Pensare a pensarsi. Amare i piccoli gesti. Magari non tutti i giorni se proprio non ci riuscite, ma anche solo nel week end. Ciò che importa per noi, adesso, è ritrovare pienezza di spirito partendo dalle piccole cose. Buona giornata!

Ingredienti

250 g di mele (Golden o Stark)
1 cucchiaino di succo di limone
200 g di farina bianca
175 g di zucchero
1 cucchiaino di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di cannella in polvere
1 pizzico di sale
2 uova
150 g di burro morbido
7 cucchiai di latte
1 cucchiaino di zucchero a velo

Lavare e sbucciare le mele, tagliarle a dadini e irrorarle con il succo di limone. Mescolare la farina setacciata, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato, la cannella e il sale. A battere battere le uova e incorporarvi il burro e il latte. Aggiungere un pò alla volta la miscela di farina, poi le mele e amalgamare bene l'impasto. Distribuirlo negli stampini precedentemente imburrati e infarinati, riempiendoli per 3/4. Cuocere in forno a 180° per circa mezz'ora (verificare sempre la cottura con un bastoncino di legno). Una volta raffreddati disporli su di un piatto di portata e spolverizzare con lo zucchero a velo.

Stefano Tripodi & Daniela Caselli

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giovedì, settembre 6

Muffins agli agrumi: il buongiorno si vede dal mattino!

Settembre. Più tempo per stare in casa, i bambini che vanno a scuola, gite fuori porta nei week end, scappatelle al mare o in montagna nelle case riservate alle festività. Personalmente amo starmene in casa di questi tempi, svegliarmi presto e godere di una lunga, lenta colazione. Ma soprattutto ricca! E di colazione oggi parleremo, aprendo un nuovo capitolo fatto di mille cose buone e mille suggerimenti ghiotti. Quello che più ci piace, per cominciare, è apparecchiar la tavola. Imbandirla di tazze, tazzine, cucchiaini, brocche di latte (è vietato il tetrapak), barattoli di marmellata, biscotti caldi, pane fresco, burro, una teiera bollente e dell’ottimo caffè. Tutto accomodato su di una bella tovaglia di lino, come abbiamo fatto nella nostra casa di campagna, di primo mattino, col tenero sole che filtrava dalle finestre appena aperte. Bevuto il primo caffè, quello degli occhi ancora chiusi, ci siamo abbandonati in poltrona, mentre qualcuno nella stanza accanto suonava dolcemente il pianoforte e qualcun altro ci informava che dovevamo aspettare ancora un po’ prima di poter prender posto e cominciare.

E in effetti ci è voluto poco a capire il perché. La casa era colma d’un profumo agrumato e specialissimo, che attraversava le stanze invisibile, arrivando fin nell’ultima, la camera padronale. Dopo una buona mezz’ora abbiamo scoperto la meraviglia: muffins agli agrumi. Che delizia, che squisitezza, che bontà. Ovviamente tutti a tavola di corsa, mentre il sole, alto sopra le colline, dedicava tepore sembrando un grosso tuorlo d’uovo. Le prime massaie per i vicoli già passavano con le ceste dei formaggi, il primo buongiorno risuonava dalla finestra aperta. I trattori, i carri coi contadini e le loro donne già erano partiti, almeno un paio d’ore prima. Tra un po’ si sarebbero svegliati anche i bambini, con gli occhioni gonfi di sonno e la certezza inconsapevole di cominciare davvero bene la giornata. E questo ci pare importante. Iniziare il giorno con una buona colazione, dimenticando per un attimo il cornetto e il cappuccino del bar, la frenesia dei passanti ed una radiolina accesa gracchiante brutta musica. Importante è concedersi. Come tornare indietro nel tempo, riconciliandosi con gli spazi, gli odori, i profumi. Il gusto, centralissimo, ci aiuterà ad iniziare. Corroborerà la mente e il corpo. Metterà d’accordo gli umori. Una buona colazione a tutti. E a tutti un buongiorno.

Ingredienti x 12 muffins

300 g di farina autolievitante
80 g di zucchero
2 uova
120 g di burro
200 g di yogurt bianco (greco o non dolce)
la scorza grattugiata di un limone
la scorza grattugiata di un'arancia
1 dl di panna fresca
zucchero a velo

Mescolare lo yogurt con la panna in una terrina. Montare il burro ammorbidito con lo zucchero e incorporarvi, uno alla volta, le uova. Aggiungere gradualmente la farina, le scorze grattugiate degli agrumi e il mix di yogurt e panna. Lavorare finchè il composto avrà raggiunto una consistenza liscia ed omogenea. Rivestire 12 stampini da muffins con altrettanti di carta (in alternativa usare stampini di alluminio usa e getta), spennellarli con del burro fuso e spolverarli di farina. Riempire gli stampini fino alla metà e infornare in forno già caldo a 180°. Una volta terminata la cottura e raffreddati, cospargere di zucchero a velo.

2 consigli: provate a sostituire al limone grattugiato mezzo bicchierino di limoncello. Accompagnate i vostri muffins con una buona marmellata di arance o di limoni.

Stefano Tripodi & Daniela Caselli

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